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La tentata soluzione: una soluzione che non produce benefici, ma anzi peggiora il problema.

Aggiornamento: 27 gen



“Un mulo tutte le mattine, portava un cesto pieno di legna dalla fattoria da valle alla baita in montagna, passando sempre per lo stesso viottolo attraverso il bosco, andando su la mattina e tornando giù la sera. Una notte, durante un temporale, un fulmine abbatte un albero che va a ostruire il passaggio. La mattina seguente il mulo, camminando per il suo usuale tragitto, incontra l’albero che ne impedisce il cammino. Egli pensa “l’albero qui non ci deve essere, è al posto sbagliato.” E procede fino a sbattere la testa sull’albero, immaginando che questi si sarebbe spostato, considerando che quello non era il suo posto. Allora il mulo pensa “forse non ho dato una botta abbastanza forte” ma l’albero non si sposta. Il mulo insiste ripetutamente fino a morire.”

(Giorgio Nardone, 2012)

 

A chi non sarà mai capitato di attuare comportamenti simili a quelli della creatura della storiella greca?

 

Questa storiella apre al costrutto operativo centrale dell’approccio strategico: quello di tentata soluzione.

 


CHE COSA SONO LE TENTATE SOLUZIONI

 

Il costrutto “tentata soluzione che alimenta il problema” è stato formulato dal gruppo di ricercatori del MRI (Mental Research Institute) di Palo Alto (1974) ed evoluto dal Prof. Giorgio Nardone.

 

Questa è la fase cruciale per lo studio della soluzione del problema.

Le tentate soluzioni sono azioni, comportamenti, pensieri, strategie o modi di comunicare che gli individui mettono in atto nel tentativo di risolvere un problema. Soltanto che il più delle volte mantengono o alimentano il problema stesso.

Che cosa accomuna il manager iper-stressato alla madre iper-protettiva? O lo studente iper-perfezionista allo scienziato innamorato delle sue teorie?

 

Le disfunzionali “tentate soluzioni”.

 

Le tentate soluzioni possono essere strategie consapevoli (ad esempio, l’imprenditore che sa che la strategia della sua azienda è ormai obsoleta ma la continua ad attuare solo perché nel passato lo ha portato al successo) o azioni/reazioni inconsapevoli (ad esempio, lo studente che davanti al professore assume una postura rigida a causa della sua eccessiva ansia da prestazione).

Trovare le tentate soluzioni all’interno di un sistema significa ridurne la complessità; significa, utilizzando le parole di Paolo Carmassi, “semplificare un’utopia”.

 


LE TENTATE SOLUZIONI DELLO STUDENTE

 

A chi non è mai capitato di mantenere le proprie difficoltà nello studio? O di trasformare la sua iniziale difficoltà in un problema in seguito ai tentativi messi in atto per risolverla?

Nella sua opera “Lo studente strategico” Alessandro Bartoletti ci espone le tentate soluzioni messe in atto più frequentemente dagli adolescenti e dagli adulti in crisi di performance scolastica.

 

L’autore divide le tentate soluzioni in due classi di stratagemmi fallimentari: stratagemmi utilizzati in situazioni di dominio e stratagemmi utilizzati in situazioni di estremi rimedi.

Nel primo caso lo studente combatte attivamente la propria difficoltà (ad esempio, lo studente iperanalitico pensa di non saperne mai abbastanza coltivando un senso di inadeguatezza che aumenta i livelli dell’ansia e lo spinge ad evitare i momenti di esame/interrogazione).

Nel secondo caso lo studente fugge alla difficoltà (ad esempio, lo studente dopo i tanti fallimenti rinuncia agli studi decretando così la propria incapacità).

 

 

COME TROVARE LE TENTATE SOLUZIONI

 

Attraverso la “tecnica del come peggiorare” possiamo trovare sia le tentate soluzioni funzionali, chiamate eccezioni (ciò che è stato fatto ed ha funzionato), sia quelle disfunzionali (ciò che è stato fatto e non ha funzionato).

 

Investigare su ciò che non ha avuto successo ci permette di essere focalizzati sulla dinamica concreta che mantiene un problema o che viceversa lo può cambiare.

 

In conclusione, trovare le tentate soluzioni serve a:

- individuare cosa non fare, visto che non ha funzionato, e a orientare la nostra progettualità verso soluzioni alternative;

- rilevare ciò che ha avuto successo.



 

Bibliografia

  • Bartoletti, Alessandro, Lo studente strategico. Come risolvere rapidamente i problemi di studio, Milano, Ponte alle Grazie, 2013.

  • Nardone, Giorgio, Problem Solving Strategico da tasca. L’arte di trovare soluzioni a problemi irrisolvibili, Milano, Ponte alle Grazie, 2017.

  • Watzlawick, Paul – Weakland, John, H. ­– Fish, Richard, Change. Sulla formazione e soluzione dei problemi, Casa Editrice Astrolabio, Roma, 1974.

 


 

Emmanuel Pagano (e il suo team) guida studenti, atleti, professionisti e team in organizzazioni al miglioramento della performance e al risultato rapidamente. Grazie allo Student Coaching o al Coaching Strategico accompagna la persona a interrompere le disfunzionali "tentate soluzioni" e orientare la progettualità del cliente verso soluzioni alternative. Siamo partner ufficiale Asso Cral.


Lavoriamo in tutta Italia e all'estero, fornendo sessioni di Student Coaching e di Coaching Strategico a distanza tramite piattaforme di videochiamata come Skype.


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